Berlusconi e le parole d’amore…
Il plotone di esecuzione per liberare Berlusconi dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade) ha eseguito la sua prima condanna. Il Senato ha approvato il processo breve gambizzando la giustizia. Mancano gli autografi della Camera (compreso quello di Fini che si sentirà come Sting) e poi quella di Giorgio Napolitano, che tempo permettendo fra lettere e merende con la famiglia Craxi, potrà suggellare il tutto “in un clima condiviso“.
Sarà proprio la prescrizione la vera mannaia della giustizia in Italia. Il Senato l’ha ridotta a 6 anni (3 anni per il primo grado, 2 l’appello e 1 per la cassazione) chiudendo in un colpo solo i processi Mills, Mediaset e Mediatrade, assieme ad una serie di altri processi con imputati eccellenti e migliaia di cittadini danneggiati e col codazzo di almeno 100 mila delinquenti imputati in altrettante cause.
Altra fregatura: l’inizio del processo sarà calcolato dalla richiesta di rinvio a giudizio, e non più dalla prima udienza dibattimentale. Ecco quindi qualche previsione su alcuni processi eccellenti.
Crac Parmalat: il rinvio a giudizio di Calisto Tanzi assieme ad altri 22 imputati a vario titolo di concorso in bancarotta e associazione a delinquere risale al luglio del 2007. La prima udienza è datata marzo 2008. Secondo i nuovi calcoli il processo andrà in prescrizione nel luglio di quest’anno con buona pace dei risparmiatori truffati.
Prossimo alla scadenza anche il processo per aggiotaggio in corso a Milano, dove tra gli imputati figurano le banche americane Citigroup e Morgan Stanley, la svizzera Ubs e la tedesca Deutsche Bank. La richiesta di rinvio a giudizio risale al maggio 2007.
Stessa sorte tocca al crac Cirio, la cui richiesta di rinvio a giudizio risale a settembre 2007. Fra i vari imputati ci sono Sergio Cragnotti, Cesare Geronzi e Gianpiero Fiorani.
A rischio anche il processo Eternit a Torino con 2900 parti offese, Antonveneta (rinvio a giudizio risalente a maggio 2008), e anche lo scandalo rifiuti a Napoli, dove imputati a vario titolo ci sono Impregilo e il governatore della Campania Antonio Bassolino.
Col processo breve si accorcia il tempo massimo nei gradi di giudizio, si accorcia la prescrizione ma senza sburocratizzare i tribunali e senza rinvigorirli di personale per renderli efficienti. E’ come se un nuovo codice imponesse di coprire il tragitto Milano-Roma in un’ora, ma con un Tir sovraccarico e dribblando il traffico.
Secondo l’autografista Gianfranco Fini, da buon voltagabbana “i processi a Berlusconi sono cominciati quando è entrato in politica. Il processo breve potrebbe essere condiviso da tutti i cittadini“. Comincerei col chiederlo alle centinaia di migliaia di parti offese sparse per l’Italia.
www.danielemartinelli.it
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