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Mi trovo al tribunale di Palermo per seguire il processo d’appello a carico del senatore Marcello Dell’Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il servizio sarà pubblicato a breve.
Quello che mi preme ricordare è la mia totale disobbedienza alle norme bavaglio appena approvate dal governo piduista. Io continuerò, da cittadino prima che da giornalista, a raccontare al mondo e alla rete ciò che ritengo utile raccontare di ogni argomento, processi compresi. Come sempre farò nomi e cognomi di indagati, rinviati a giudizio, condannati e se ne avrò modo, come ho già fatto, pubblicherò anche le intercettazioni telefoniche depositate agli atti, utili ai processi che seguo. Come quello, guarda caso che riguarda Marcello Dell’Utri.
Stamane, entrato nell’aula durante la pausa dell’udienza, unico spettatore e unico giornalista presente, sono stato osservato con curiosità e stupore da un gruppo di persone che sostavano sul banco dei giudici, fra cui un militare e una stenotipista. Quando ho contraccambiato con la stessa meraviglia il loro sguardo spiritato, li ho mandati tutti in imbarazzo al punto che una di loro, col mimo, mi ha fatto capire che si stavano chiedendo di chi fosse quella faccia nuova. Ho risposto con garbo essere un libero cittadino.
Ecco, ai processi si è così disaffezionati all’interesse dei cittadini e della stampa che l’osservato speciale non più il senatore accusato di un reato penale, ma il libero cittadino incensurato che assiste all’udienza. Che fino a prova contraria è pubblica. Anzi, avverto per chi volesse presenziare che le prossime udienze di questo processo si terranno venerdì 19, venerdì 26 giugno e il 10 luglio. Più siamo a parlarne e più se ne va a fanculo Angelino Alfano.
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