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Crisi economica, occasione per fottere gli oligarchi

di Daniele Martinelli il 29.11.2009

La crisi economica sta moltiplicando focolai di crisi. In molte città che non si contano più ci sono proteste di centinaia di lavoratori terrorizzati dal licenziamento. Le loro aziende chiudono perché non c’è più nulla da produrre. Molti manager approfittano del momento per scrollarsi di dosso dipendenti costosi, e contemporaneamente si preoccupano che il loro tesoretto all’estero sia ben occultato dietro società fittizie e a prestanome.

I tumulti sociali stanno diventando normalità. Col passare delle settimane saranno sempre più numerosi, peggiori e rischiosi per l’incolumità di chi ci capiterà a tiro. Intere generazioni di lavoratori schiavi dei soldi e del loro valore convenzionale sono pronti a tutto. La resa dei conti è già cominciata, i politici lo sanno. Ma i politici sono schiavi delle banche e della loro oligarchia che si è fregata le mani per secoli di generazione in generazione, dominando le masse e controllando il potere grazie alla convenzione fasulla sul valore delle banconote.

I governi, anche in questo momento di crisi epocale dalle sorti incerte, provvedono come credono di fare meglio nella probabile illusione di garantirsi il potere e il controllo delle masse. In Italia stanno per essere congelati i mutui casa per un anno per le famiglie senza lavoro. Tra un anno i mutui potranno riprendere senza che gli interessi si saranno moltiplicati, ma è molto facile che con questo andazzo dell’economia paralizzata dai beni di consumo che ce ne sono in numero sufficiente per soddisfare i bisogni della società per molti anni, è facile intuire che i mutui rimarranno congelati assai di più di un solo anno perché i disoccupati aumenteranno e rimarranno in quella condizione per diversi anni.
Questa mossa dimostra che il giochetto del debito è una forma fittizia di ricatto che determina il potere di alcuni su altri.

Ma l’oligarchia dei banchieri non si accontenta. Ha escogitato il congelamento dei mutui nell’attesa che in condizioni di paralisi eonomica e scarsità di lavoro le famiglie depauperino anche tutti i risparmi. Solo allora l’oligarchia potrà assicurarsene il controllo.
La soluzione scomoda all’oligarchia dei controllori del sistema di potere è quella che indurrebbe milioni di cittadini liberi e pensanti a convincersi che le banconote non valgono nulla.

Quelle stesse oligarchie che controllano i mezzi di disinformazione di massa continuano a drogare le genti con annunci fasulli come quello di oggi di “Confindustria che confida in una ripresa nel 2010″, unica strategia bugiarda rimasta per tentare di sedare tumulti e rivolte di massa.

Questa crisi economica nell’era di internet è invece un’occasione. Questa crisi ci dice che è arrivato il momento di reinventarci nuove forme di valore e di scambio, senza continuare a farci sottomettere. Se ci convinciamo che il nostro essere schiavi si traduce con l’impiego di 20 o 30 anni di vita per impossessarci di un misero appartamento, avremo fottuto gli oligarchi.

E’ una legge di numeri. Milioni di cittadini che si scambiano merci e servizi con primitive forme di baratto senza badare alle banche non potranno essere sfrattate tutte. Con la crisi che sta montando questo scenario non mi sembra più così utopico.
Del resto il lavoro sommerso è già più di un sintomo. E internet, a differenza di una volta, è il mezzo che ci può svegliare e indurre a ragionare da soli. Con la nostra testa. Non con quella degli oligarchi mafiosi.


www.danielemartinelli.it

 

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