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Giugno 2011: L’ITALIA IL BEL PAESE DEL PULITO

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Scrivo questo editoriale mensile da alcuni anni e posto che la lingua a me spettante è l’italiano, noi changuiti cerchiamo di trattare in particolare i problemi che sono in stretta relazione con il nostro paese. Ma ormai da alcuni decenni i problemi non possono essere relazionati solamente ad un singolo territorio, città o paese. Ci dimentichiamo che il pianeta non possiede il dono dell’infinito o dell’eterno rinnovarsi. È materialmente circoscritto da aria, gas ed acque e come tale finito, come finita è la materia e le risorse. Ma ci dimentichiamo che questi doni per materiali che siano, non sono pertinenti ai singoli individui. Il pianeta è un dono all’umanità, agli animali, alle piante ecc, insomma della creazione e dell’universo. Cercare di preservare questo dono è circoscriverlo a ciò che crediamo che ci sia stato donato nel passato, per poi goderne nel presente e lasciarlo al futuro che verrà. Alcune nuovissime costituzioni indigene sudamericane, come primo emendamento pongono come crimine alla creazione i disastri ambientali ed agli ecosistemi. Nella cultura indigena da millenni si tramanda che il “Tutto” è in stretta correlazione, l’uno con l’altro. Ma forse questo pianeta non ce lo meritiamo. Terre, acque ed aria contaminate sempre più da radioattività. Città che incarcerate nei loro consumismi si imprigionano incoronandosi di immondizie. Onde elettromagnetiche che ci attraversano invisibili nel nome di progresso imposto ed illusoriamente fallace. Tutto ciò che circonda è in decadenza. Un’ occidente in crisi che ha voluto disumanizzare l’uomo nel suo contatto con la terra. Ci bombardano continuamente di messaggi pubblicitari rivelatori di false felicità. Si creano mondi virtuali per nutrire i cervelli menzogne e falsità. Entriamo facilmente in guerra con una tale rapidità e semplicità, per poi dichiararne il ritiro per i costi troppo alti del paese. Tra qualche mese magari ci bombarderanno di spot pubblicitari per “cercasi sponsor” per conflitto bellico in oriente, o per chissà quale altra direzione o interesse. Comunque l’estate è alle porte cari changuiti, ma non dimentichiamo quanto radioattività questo anno è stata riversata non nelle acque giapponesi, ma in quelle del nostro mediterraneo. I nostri mezzi di comunicazione hanno omesso di parlare dell’incidente nucleare egiziano. Quanti corpi di extra comunitari hanno galleggiato nelle nostre acque. Quante corruzioni e sporcizie nei settori che inneggiano allo sport e all’educazione del corpo, ma di certo non delle loro magagne finanziarie e di giochi di scommesse. Cosa c’è oggi di più sano di una bellissima passeggiata tra le spiagge sempre più sporche della ambita Sardegna dei vip? Per non parlare delle strade della bellissima città della pizza. Ed ancora: si spendono tanti soldi in festeggiamenti che onorano unità e storie di concetti e ideali mai nati e realizzati, che si permette ai ministri rappresentanti il “bel”paese di tacciare di “spazzatura” i lavoratori precari, proprio quelli che reggono le sorti del paese e delle loro tasche. Forse non mi è chiaro il concetto di pulito. Anch’esso è un concetto ed aggettivazione fallace e variabile. O forse anche questo è relativo? L’aggettivazione è una convezione linguistica umana? Ed allora lo sono anche i concetti che il cervello umano crea? Cosa c’è di pulito, infine, nel bel paese italiano? Forse la coscienza del singolo, o nella capacità di cambiamento non politico, ma civile e sociale, iniziando dal singolo e nel proprio piccolo. Nella propria città, regione, casa e paese. Perché il “Tutto” è la correlazione con l’altro infinitesimamente più piccolo.


:: Paula Pitzalis ::
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