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Ottobre 2002: DUSMINGUET, OJOS, MACACO, ZEBDA, SPOOK & THE GUAY… meno male che c'è il CHANGO !

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Ottobre 2002: DUSMINGUET, OJOS, MACACO, ZEBDA, SPOOK & THE GUAY… meno male che c'è il CHANGO !

Bella mattina.
Sono già ore che viaggio e dopo questa lunga notte frastagliata di risvegli, " Toulouse fermata di due minuti…Perpignan… ", quest'alba è un risveglio magnifico. Il blu del cielo è chiaro, senza una nuvola, illumina le cime delle montagne distribuendo una bella gamma di colori gialli e verdi. Avanzando fra le curve, il calore del sole mi schiarisce il viso, e lo sguardo si posa sui fiumicciattoli che disegnano i piedi dei monti. Il tragitto è lungo su questa vecchia ferraglia obsoleta dal ritmo penoso e lento, i passeggeri cominciano i pettegolezzi sui villaggi vicini. Sensazione di "déjà vu", mi ritrovo nella pelle del " gringo " della Casa del Caffé! Questo messia del XXI secolo, che non indugia a passare giornate intere a scarpinare per la cordigliera delle Ande per offrirci i migliori chicchi di caffé, che imbalsameranno tutte le nostre mattine. Questo signore dei nostri tempi, la cui bontà arriva a far lasciare la scala al raccoglitore di caffé, facendogli grazia di una modernizzazione stressante e costosa. Questo avventuriero biondo quanto intelligente controlla perfettamente le culture e le regole di gestione necessarie al buon mantenimento dei corsi della borsa, che ci permettono di continuare a bere il nostro caffé a meno di due euro. Mi incarto, mi incarto, ma non è il caffé che sono venuto a cercare ma interviste, e sono i Pirenei che attraverso. D'altra parte mi fa pensare che sono le nove del mattino e non ho ancora fatto colazione. Saranno presto quattordici ore che viaggio da Parigi verso la capitale catalana, e tutto con l'unico scopo, o per meglio dire alla ricerca, di apportare contenuti a RadioChango. Come mi hanno fatto crudelmente notare alcuni dei nostri isterici fans nel chat, " quand'è che fate questo e quest'altro… ", " non c'è niente di nuovo su Radiochango ", gli autori sapranno riconoscersi. E allora, come il " gringo ", sono accorso alla chiamata dei changuisti, ho preso il primo treno a buon prezzo, fatto il mio zaino, ed eccomi qui, partito all'avventura. Ovviamente, non appena ho parlato di tali propositi, Mago Vinx saltava sul primo aereo per raggiungermi e Mono Lo ci organizzava interviste, concerti, registrazioni, riunioni, briefing, debriefing, ….

In programma :
- Ojos de Brujo ci parleranno del loro nuovo album.
- Dani dei Macaco ci farà un punto sulla sua carriera con i Macaco e dei suoi molteplici progetti
- Dusminget ci spiegheranno le condizioni dell'uscita del loro nuovo disco dopo la dolorosa transizione che hanno dovuto attraversare.
- Zebda presenterà il suo nuovo album.
- Spook and the Guay, li abbiamo scoperti dal vivo.
E allora, cosa ci direte la prossima volta che c'incontreremo nel chat ? ;)

Ovviamente l'editoriale di questo mese non poteva nascondere il tema doloroso dell'Irak ed il fervore del governo americano per entrare in guerra.
Non voglio discutere di politica americana, tutti quanti abbiamo capito quanto l'attrazione per questa regione ricca di petrolio motiva questo presidente uscito direttamente dall'industria petrolifera, ad entrare in guerra. Non menzionerò neanche l'appoggio, di questo ministro inglese, tolto alla " royal canin ", questa linea gli conferisce già troppi onori. E mi sembra altrettanto inutile dimostrare quanto il regime di Saddam Hussein sia nefasto per il popolo iracheno. D'altra parte, se i Paesi volessero veramente trovare una soluzione al problema iracheno, mi sembra che le grandi potenze saprebbero usare pressioni economiche, fra le altre cose, per forzare il regime a tendere verso una democrazia liberale. Non è evidentemente questo che spinge i nostri governi!
Infatti preferei piuttosto sviluppare il tema ricorrente nei media, sulla popolarità americana.
Non amiamo gli americani!
Come tutti i propositi manicheisti mi sembra importante valutare i vari punti di vista. Facendo un giro sui fori ho potuto effettivamente constatare questi sentimenti degli americani.
Saranno ciechi di fronte alle politiche del loro governo?
Saranno solidari nel rifiuto nonostante le politiche del loro governo?
Intanto, il popolo iracheno patisce i bombardamenti diretti contro il suo governo, perché il popolo americano non dovrebbe sentire odio contro il suo governo?
Possiamo creare una scissione fra il pensiero del popolo americano e la politica del suo governo?
L'anti-americanismo non blocca il dibattito possibile fra i popoli?
Il forum è aperto!


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