Ormai non ne possiamo più! In questo ginepraio linguistico ed etimologico italico ci si confonde tra nuovi lessemi, significati e significanti pubblicistici e pubblicitari. Che i codici linguistici e le lingue fino a poco tempo annoverate nell’aggettivazione della parola “nazionale” si globalizzano, si centrifugano e si fagocitino ne siamo semicoscienti, perché l’ubriacarsi per i bombardamenti mediatici annebbia le coordinate linguistiche. Ma gli antichi latini e il grande Cicerone docent. La parola “Escort” che ormai è satura nel codice scritto ed orale contemporaneo, etimologicamente richiama a quella entità o persona che guida, scorta il suo accompagnatore lungo un percorso. D’altronde ci hanno televisamente e mediaticamente preparati a telefilm sulle “scorte”, su guardie del corpo e simili, fino a farci confondere con il concetto latino di meretrice di alto bordo e venditrice del proprio corpo in strada per fame o per mafia della prostituzione o per schiavismo delle donne di colore provenienti da altre nazioni o per essere accompagnatrici di uomini d’affare, di politici e alti prelati, fanno parte oggi della stessa miscellanea. Siamo animali non ancora evoluti, con istinti primordiali ancora difficilmente da inscatolare su illogiche filosofie etiche e filosofiche. L’Etica è un’invenzione cerebrale, un sistema piramidale associativo, fittizio e fallace, dove l’ipocrisia politica sociale assurge come segno collettivo convenzionale per appagare il proprio esorcismo animale individuale. Ultimamente in molte parti del territorio italico gli effettivi di sesso femminile vorrebbero identificarsi nel corpo di una Rubiconda matrona d’alto bordo contro pagando le proprie frustrazioni casalinghe o individuali all’idea che anche esse potranno percepire un soldo di 10.000 euri in corrispondenza di un’adulazione giovanile perduta o non vissuta. Gli effettivi di sesso maschili contraccambiano in “vile moneta” questo scambio monetario con il proprio piacere dell’istinto primordiale della carne e di volontà di potenza nell’identificazione dell’essere il “primo”. Un tempo si utilizzavano termini come rappresentante del…oggi è stato sostituito in “premier”…niente avviene dall’alto New Order of World… a caso. La storia si ripete. Tempi di ribellione e tempi di restaurazione. Adesso si presenteranno altri personaggi oscuri in difesa o in nome dell’Etica e della Morale restaurando i poteri occulti in medesimi sistemi precedenti, con altri nuovi nomi ed espressioni, diversa forma , ma stessa sostanza, ma sempre con gli stessi ed inequivocabili ingranaggi. Alcuni Changuiti che leggeranno questo editoriale del 2011 coglieranno qualche riflessione pessimista, ma mai come oggi vedo in maniera più positiva il domani di questa umanità terrestre vagabonda per questa melma autoprodotta. Mi ricorda i gironi danteschi, ognuno deve spalare la propria per ripulirne la via di liberazione dalla medesima. Proprio l’altro giorno in una libreria ho incontrato una mia collega di storia di un liceo. Mi raccontava del suo essere amareggiata perché in alcune lezioni che si era programmata con le classi in ricordo del genocidio ebraico, voleva proporre delle riflessioni di ricerca. La maggior parte delle classi e dei suoi allievi hanno contestato tale tema perché ritenevano noioso e non veritiero quello che lei aveva raccontato sui campi di concentramento nazisti e sullo sterminio ebraico. Alcuni dei suoi ragazzi hanno avuto l’ardire che tutto ciò che lei avrebbe proposto a livello visivo o fotografico di sicuro non sarebbe stato che un fotomontaggio della docente stessa. Cari Changuiti italici allora mi domando: “parlano di Federalismo e Unità Nazionale proponendoci inni pubblicitari di fratellanza risorgimentale, quando ormai in tempi di globalizzazione ed europeizzazione in territorio italico l’istituzione scolastica viene dissacrata, beffeggiata ed umiliata”. Tutto ha valore se mercificato, come il corpo delle meretrici, le merci materiali e tecnologiche di un potere mediatico televisivo uniformante all’unisono in nome di un benessere fallace ed illusorio. Morfina per il sistema cerebrale italico. Mio nonno non ebbe la possibilità nel secolo passato di frequentare la scuola, eppure la sua conoscenza e sapienza agro pastorale era profonda e dotata di etica umana, sensibilità e solidarietà collettiva. Alcune settimane ho accettato un invito a cena di alcuni amici. Tra i commensali vi erano il cosiddetto “magnifico” (da sempre mi chiedo il perché di tale appellativo) e altri dottori della scena intellettuale territoriale italica. Discutevano sulla problematica automobilistica nazionale. Tra un pasto e l’altro fagocitavo tali discorsi in riflessivo silenzio. La notte ebbi un sogno. Lo so che voi Changuiti starete pensando in questo momento che la mia fantasia galoppa su altre sfere, ma vi assicuro che sognai proprio ciò che sto per esporvi. Dall’alto nella mia visione onirica osservavo questo convivio di letterati e dottori delle scienze contemporanee dissertare sulla crisi nazionale e nello stesso tempo affaccendarsi, in camice bianco attorno ad un tavolo di una sala operatoria, cercando di ricomporre il corpo mutilato del Cancodrilo e Super Changó”. Tutta questa scienza e sapere non portava a nessun buon fine. Eppure questi dottori della scienza contemporanea continuavano ad assumere e licenziare tanti giovani esperti ricercatori che dovevano sottostare al loro nepotismo ottuso e non illuminante. Insomma quella sala operatoria era un brulicare di vecchiume e di ottusità che faceva appello alla propria nome etica e scientifica, mentre il Cancodrilo e Super Changó mi osservavano ridendo per tutto questa stupida operazione chirurgica invasiva.