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[TONINO CAROTONE] |
TONINO CAROTONE |
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DOSSIER Dicembre 2006
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Traduzione dallo spagnolo a cura di Irene Fumagalli Tonino Carotone: “L’uomo con la melodia tra le labbra” Il giorno in cui nacque, Tonino Carotone aveva già vissuto molto. Il suo savoir faire deriva da un codice genetico di canzone mediterranea e risacca di San Fermin. Perché prima di essere Tonino era Toñín e prima ancora Antonio. Perché prima del cappello italiano c’era il poncho messicano e prima dell’eleganza di quartiere, il quartiere stesso. Antonio de La Cuesta nacque a Burgos ma passò l’infanzia nel quartiere Pamplonica de La Rotxapea, trascorrendo gli anni precedenti l’adolescenza a Barañain (Navarra). Le sue prime nozioni musicali si limitarono allora ad imparare a memoria le sigle televisive, come quasi tutti quelli della sua generazione, cambiandone le parole a seconda delle circostanze. I primi anni ottanta, quelli della sua emancipata adolescenza, Toñín li trascorse nel Casco Viejo de Iruña, nel periodo di piena effervescenza del Rock Radical Vasco, succhiando fino al midollo l’essenza del viscerale punk autoctono. Così, tra vino rosso e festival punk, spuntarono i suoi primi baffi, e con loro il suo primo epiteto: Toñín, Re del Vodevil. Con il tarlo della musica che lo brucia da dentro, comincia a suonare la batteria nei locali d’essai della ridente Pamplona di quegli anni, anche se le sue prime uscite importanti arrivano quando comincia ad accompagnare assiduamente i Tijuana In Blue, tra i punk rocker più decerebrati ed emblematici, che ai tempi si guadagnarono la giusta e meritata fama di bevitori irrefrenabili e irredenti. Al calore di tante ubriacature, i Tijuana si sciolsero e dalle loro ceneri nacquero Kojon Prieto e i Huajolotes, formazione in continuo cambiamento dove Toñín canta, compone e suona l’armonica. Kojon Prieto fu un enorme scompiglio dove la spudoratezza e la confusione imperavano sottoforma di norteñas, rancheras e mariachis genuini, dove ogni alba era il punto di inizio per una nuova baldoria in un furgoncino che sputacchiava musica di Luís Aguile e Rita Pavone, Trini López e Albano e Romina. Fu Toñín a scrivere uno dei cavalli di battaglia dei Kojon Prieto, la ranchera “Insumisión”, canto di un uomo dall’ossuta figura che passa un anno in carcere per essersi rifiutato di partecipare all’allora obbligatorio servizio militare. Una volta fuori dal maco, Toñín segue i Huajolotes fino al giorno del loro scioglimento, anche se nutre già in seno il personaggio di Tonino. Nel suo peregrinare per la penisola conosce Manu Chao (grande fan dei Huajolotes) che, sempre affascinato dai personaggi particolari, trova in Tonino una fonte inesauribile di saggezza di strada e irresistibile incanto. Nel 1998 si trasferisce a Barcellona, già con il nome di Tonino Carotone (omaggio al grande Renato Carosone) e completamente dedito alla sua missione di attualizzare, a modo suo, la canzone italiana. Lo stesso Manu Chao ha ripreso le sue prime canzoni, spartiti e chitarra alla mano, seguendo Tonino per tutte le strade, per non perdere nessuna delle sue composizioni, che altrimenti si dissolverebbero nell’aria. Così prende vita il suo primo disco, “Mondo Difficile” (Chewaka-Virgin, 00), con il quale diventa un profeta nella sua (nuova) terra, giungendo a vendere in Italia settantamila copie. Un annuncio televisivo della Fila mise in bocca all’intero Stivale: “é un mondo difficile e vita intensa”. L’album venne pubblicato in una ventina di paesi, collocando definitivamente il ragazzo in una insolita posizione di artista internazionale, regalandogli addirittura un duo con lo stesso Renato Carosone del celeberrimo brano “Tu vuo fa l´americano” e facendogli vincere nel 2008 il premio Carosone come miglior artista straniero. Poi ci furono i cammei al cinema, dove apparve nel film “¿Tú qué harías por amor?” di Carlos Saura (00) e “El Gan Gato” di Ventura Pons (02) e innumerevoli collaborazioni a colonne sonore di diversi generi. Nel 2003 esce “Senza Ritorno” (Virgin, 03), nuova incursione di Carotone nelle radici della musica mediterranea, musica di mandolini, con un messaggio dalla morale dissoluta e attaccabrighe, cantando in tutte le lingue in cui l’artista era in grado (compresi giapponese inventato, italiano spagnoleggiante e inglese da immigrato della Navarra), presentato in mezza Europa in un elegante e cabarettistico show. Gli ultimi quattro anni Tonino Carotone li ha trascorsi componendo e lavorando tra la sua bella Italia “natia” e la sua conquistata Grecia, per tornare infine con il fiammante “Ciao Mortali!” (El Volcán , 09). L’adorabile malandrino ha tradotto il detto “veni, vidi, vinci” con un più mondano “vino, vida y vicio”, senza timore di sbagliare nella traduzione, un lavoro di fronte al quale ci si arrende per le composizioni epicuree e la musicalità sibarita dove la sua anima tanto disordinata, tanto umana, torna a mostrare tenerezza in brani che sanno essere quello che devono essere: belle canzoni d’autore.
1999 Virgin - Album
2003 Virgin - Album
2008 - Album
2000 Virgin - Compilation
2001 Benditas Producciones - Album
2001 Gridalo Forte Records - Album
2005 Alternative - Album
2006 - Compilation
2007 Because Music - Album
2009 Venus - Album
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