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 [KARAMELO SANTO]

KARAMELO SANTO

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  Karamelo Santo Karamelo Santo

 

DOSSIER Ottobre 2004
di Mono Lo

 

Karamelo Santo
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Festa grande alla Bombonera.

Mettere una buona dose di fiati, aggiungere una pennellata di fisarmonica, mescolare allegramente con tante scariche di chitarra, di basso elettrico, unire a svariate gocce di percussioni e si ottiene un dolce, festoso e bollente cocktail popolare chiamato KARAMELO SANTO.

Contiene tutte le vitamine giornaliere necessarie alla lotta e combina sapori di rock, ska, reggae con cumbia, bolero, tango e chamamé.
Karamelo Santo è uno dei migliori gruppi presenti attualmente sulla scena argentina. Esponente del nuovo mestizaje (meticciato) argentino, integra musiche tradizionali a suoni attuali senza mai dimenticare, nei suoi testi rivendicativi, le origini popolari e i valori sociali dei suoi componenti. Karamelo Santo non solo si inserisce nella lunga tradizione dei gruppi argentini alternativi che fanno storia nel rock latino, come Fabulosos Cadillacs o Todos Tus Muertos, ma approfondiscono anche il percorso dell’alternativa musicale indipendente.

La ricetta originale di questa gustosa bevanda poco convenzionale si inizia a scrivere nella provincia di Mendoza tra la fine del 92 e gli inizi del 93 per mano di Guillermo “Goy”, lider della band. Il primo pezzo “single” del gruppo, datato 1993, fu una versione di un vecchio tema dei Bad Manners. Le basi erano state costruite. Dopo numerosi spettacoli dal vivo sui vari palchi della regione, la band riuscì a registrare e pubblicare in forma indipendente il suo primo album “La Kulebra”, nel 1994. Con questo disco, il gruppo inizió a distinguersi sulla scena Argentina, in un periodo di pieno apogeo del rock latino, quando Los Fabulosos Cadillacs, Todos Tus Muertos e La Mano Negra stavano vivendo un momento molto ricco nel paese. Per la sua varietà musicale e per lo stile naturale nel quale fonde ritmi tanto differenti come il paso doble, il bolero o la cumbia; con il punk rock, lo ska e la murga, la band non dovette attendere molto perché il suo nome fosse riconosciuto sulla scena latinoamericana.

In un paese come l’Argentina, non si può rimanere molto tempo fuori da Buenos Aires se si vuole dare un impulso alla propria carriera musicale. Per questa ragione e con molta tristezza nell’anima, il gruppo decise di lasciare la sua Mendoza nel 1997, per trasferirsi a Buenos Aires. Con pochissimi soldi in tasca, si stabilirono prima in una casa occupata chiamata Forte Garrizone, dove avevano una stanza ed un locale per registrare. Questa accoglienza solidale caratterizzerà i primi anni del gruppo nella capitale argentina, fino a quando non poté stabilirsi in maniera indipendente nel quartire popolare e povero di La Boca (Buenos Aires) a due isolati dallo stadio del club dallo stesso nome –La Bombonera-, decisero che le porte della casa sarebbero sempre rimaste aperte. La casa si trasformò rapidamente in una specie di casale popolare dove convivevano gruppi ed amici come se si trattasse di una famiglia numerosa. In questo modo, montarono una casa-studio dove cominciarono a registrare e produrre dischi di altre band: secondo i Karamelo Santo “una compagnia interattiva di convivenza e umana, anticamente conosciuta con il nome di gente sbandata”...
Una volta stabilitisi a Buenos Aires, si lanciarono nel realizzare in quello stesso anno il loro secondo lavoro discografico chiamato "Perfetti Idioti." La fama della band continuava a crescere e fu il marchio di Todos Tus Muertos che lanciò il disco, portando il gruppo ad una grande notorietà. Il gruppo iniziava così il proprio cammino nel circuito del rock porteño (di Buenos Aires), sotto la stella del mitico gruppo dei Fidel Nadal che accompagnarono come spalla in diversi tour per il Cile nel 1996 e nel loro tour per la costa del Pacifico Americano nel febbraio del 1997.

Abituarsi alla capitale non fu facile e ci volle del tempo per dimenticare Mendoza. Nel 1999, la band visse una pesante crisi e rimase alcuni mesi senza suonare. Parlare di Mendoza fra di loro era assolutamente proibito. Il solo nominare la città provocava troppa nostalgia. L’esorcista que permise loro di voltare pagina e tornare a Mendoza, fu Manu Chao. L’ex lider della Mano Negra, li chiamò un giorno del 2000 per sapere se li avrebbe potuti interessare suonare nella prima parte dei suoi concerti in Argentina. Dall’epoce della Mano Negra, e dopo 5 anni senza tornare sui palchi, Manu Chao stava ultimando la creazione di Clandestino (1998) e si apprestava a ritornare di lì a poco sui palchi. Finiva di riscaldare il motore a Terrassa-Barcelona ed era pronto per fare un tour attraverso l’America Latina, con la sua nuova band Radio Bemba. La band non ci pensò due volte e fu così che tornarono a Mendoza per accompagnare Radio Bemba. L’esorcismo risultó molto benefico e acompagnarono Manu anche nello stesso Estadio Obras Sanitarias di Buenos Aires, che fu il punto culminante del tour di Radio Bemba in Argentina, insieme al concerto di Rosario, città del mitico Che.

Dalla fine del 1999 alla fine del 2000 i Karamelo Santo si fecero conoscere a livello continentale. Si iniziava a sentire la loro musica in tutti gli angoli d’America ed il gruppo realizzò vari tour per tutta l’Argentina, ma anche in Cile, Uruguay, Messico e Stati Uniti.
Nel 2001 firmarono un contratto di produzione e distribuzione con Benditas Producciones (unica etichetta di produzione e distribuzione indipendente importante in Argentina) per iniziare a registrare nell’inverno del 2001-2002 il terzo disco, “Los Guachos” che venne completato nelgennaio 2002. Questo album venne prodotto artisticamente da Richard Troilo, una vecchia signora del rock alternativo argentino. Los Guachos é un lavoro frutto dei diversi contatti della band, dovuti in gran parte alle relazioni che il famoso produttore argentino manteneva con la scena rock europea. A seguito di questi contatti, nacquero varie collaborazioni contenute nel disco: Manu Chao, Tonino Carotone, Gambeat, Chico Ocaña (Mártires del Compás). Si tratta di un disco ribelle e combattivo, ma anche con un aualcosa di malinconico e oscuro, dato che in pochi mesi e durante la registrazione dello stesso, il gruppo perse il suo produttore, Richard Troilo, e due dei suoi componenti: Silvio ESPILOCIN (tromba) e Jorge ARAÑA (percussioni). Il nome del disco è un omaggio della band alla città di Mendoza e alla resistenza pacifica. Los Guachos, è il nome di un movimento popolare giovanile che sorse nei quartieri popolari di Mendoza nel 1997, movimento di disperazione e rivolta, totalmente pacifico dato che i giovani scesero insieme per le strade con tamburi, casseruole, murgas e corde, in un grande spettacolo di confusione e di colori. Il nome “Guacho” esprime anche il sentimento di orfanità, fra la perdita delle radici e la nostalgia, che sentirono anche i componenti del gruppo quando arrivarono nella grande capitale Buenos Aires lasciando la provinciale Mendoza.

Fu di nuovo una telefonata che permise ai Karamelo Santo di rialzarsi. Li chiamarono da Tolosa in Francia per proporre loro di partecipare ad un Festival. Questo improvviso viaggio organizzato in Europa permise loro di mettere in piedi un tour impressionante che servì loro per presentare “Los Guachos” in Europa nei mesi di Giugno e Luglio 2002 con quaranta concerti su numerosi palchi di Germania, Francia, Austria e Danimarca. Di ritorno in Argentina, realizzarono in agosto la presentazione ufficiale del disco a La Trastienda (Buenos Aires), dove furono osannati da più di novecento persone.
Nell’inverno del 2003 fecero il tour più lungo della storia del rock argentino, suonando per più di tre mesi attraverso undici paesi europei dove, fra gli altri, condivisero il palco con gruppi come Metallica, Jamiroquai e Coldplay. Con questa seconda visita al Vecchio Continente, i Karamelo Santo dimostrarono che non è necessario per un gruppo argentino firmara con una grande multinazionale per andare lontano. In paesi come Austria e Germania il gruppo è già un fenomeno in continua espensione.
Nel 2003 c’è stato il decimo compleanno della band, una data chiave. Oltre ad affermarsi a livello internazionale, il gruppo aumentó anche il suo richiamo sulla scena del rock argentino. A tutti i loro spettacoli nel paese il pubblico raddoppiò, e nell'ultimo concerto che realizzarono a Buenos Aires, neanche ci stavano a La Trastienda, date le più di mille persone che celebrarono insieme a loro la fine di un grande anno.
Per celebrare i propri 10 anni di storia, il gruppo decise di sfornare un nuovo disco. A questo scopo si avvalse della collaborazione di due nomi importanti della produzione artistica latina: Pablo Guyot e Alfredo Toth. Il risultato fa onore al percorso della band e alla sua coerenza; “Haciendo Bulla” contiene 13 canzoni. Anche se il disco inizia con un pezzo chiamato “frutta amara”, un classico di Rubén Blades in una versione “guajira-grunge”, il nuovo disco dei Karamelo è un dolce omaggio alla speranza. All’ultimo brano ha collaborato Antonio Tormo, la cui registrazione ha avuto luogo durante l’ultima visita alla casa di La Boca.

In un’epoca di pessimismo, di guerre e di crisi, per l’Argentina in particolare, fare confusione è necessario per continuare a sentirsi vivi e sperare in un mondo migliore.
Come dice Goy, voce principale del gruppo e fondatore dello stesso, “cerchiamo di rispecchiare i sogni che avevamo a 20 anni, però ogni volta è più difficile mantenere una posizione quando postura cuando dobbiamo trattare con una distribuzione o con un marchio, perché cerchiamo un equilibrio tra il non danneggiare nessuno e il non essere danneggiati. Cerchiamo di fare in modo che la musica non diventi un manifesto politico e che nemmeno sia un prodotto puramente commerciale."Sono già passate di moda le magliette a basso costo con stella rossa e bandiera del Che nelle copertine dei dischi di rock alternativo. Molte band che salirono sul carro di questa moda rivendicativa di metà anni 90' seguendo il movimento grunge americano, e con esse le multinazionali musicali, non esistono più. Molti dei gruppi che oggi continuano a denunciare e a resistere non innalzavano dunque facilmente il pugno, né scopiazzavano slogan già fatti. Dieci anni più tardi Karamelo Santo è qui per continuare a combattere, provocando confusione, per gridare quello che altri vogliono tacere. Non hanno grandi ambizioni, ne fanno grandi discorsi; descrivono la realtà e occupano il palco.
“Non voglio essere un profeta rastafari, prima di tutto perchè non sono rasta; e neanche voglio essere un lider político. Voglio solo essere uno che fa una canzone che al poveraccio che sta lavorando la terra, a chi si sta fumando un cannone ed anche al poliziotto che sta vigilando una banca, sia d'aiuto per rendersi conto di un'altra realtà. Trasformare il rock in una ferramenta politica, mi sembra assurdo” (Goy).

Il meticciato ricco di cumbia, ska, reggae, chamamé, rock ma con infiniti ingredienti rifletterà la festa paesana, calda e popolare che si vive nelle zone confinanti il Riachuelo.

I Karamelo Santo sono :
Lucas VILLAFAÑE, tastiera e fisarmonica
Diego APUT, basso
Pedro PIRO ROSAFA, voce e percussioni
Mariano PONCE DE LEÓN, batteria
Guillermo GOY OGALDE, chitarra e voce
Martino GESUALDI, tromba
Pablo CLAVIJO, sassofono
Gody COROMINAS, voce e percussioni

Discografia [su]
Baila Gordito   Baila Gordito
   1993 - EP
 

La Kulebra   La Kulebra
   1995 - Album
 
Perfectos Idiotas   Perfectos Idiotas
   1997 TTM Discos - Album
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Los Guachos   Los Guachos
   2001 Benditas Producciones - Album
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Haciendo bulla   Haciendo bulla
   2004 Benditas Producciones - Album
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Karamelo Santo 95-06   Karamelo Santo 95-06
   2006 K Industria - DVD + CD
   comprare su iTunes
La Gente Arriba   La Gente Arriba
   2006 - Album
   comprare su iTunes
Antena Pachamama   Antena Pachamama
   2007 - Album
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El baile oficial - En vivo!   El baile oficial - En vivo!
   2009 - Live
   comprare su iTunes
Karamelo Santo   Karamelo Santo
   2011 - Album
 

Principali collaborazioni [su]
Politiqueros   Radio Roots: Politiqueros
   2003 - Album
 

Mundo Mestizo   Mundo Mestizo
   2004 - Compilation
 
Resto Pollo Rico 2   Resto Pollo Rico 2
   2004 Sabor Discos - Compilation
 
Mirando el Mundo al Revés   Che Sudaka: Mirando el Mundo al Revés
   2007 K Industria - DVD + CD
   comprare su iTunes
Resto Pollo Rico Vol. 3   Resto Pollo Rico Vol. 3
   2009 Sabor Discos - Compilation
 
Soy Tu Hermano   DJ Karim: Soy Tu Hermano
   2011 - EP
 

Notizie [su]
  02.02.2012: Presentación oficial de Karamelo Santo. Sábado 10/03 a las 18:00 hs (hora local) – Godoy Cruz, Mendoza (Castellano)
  22.11.2011: Karamelo Santo lanza para todo el país su flamante disco de estudio titulado Karamelo Santo. (Castellano)
  21.06.2008: Disco Homenaje a Ernesto 'Che' Guevara (Castellano)
  19.02.2008: VIÑA ROCK 2008 (Castellano)
  03.08.2007: RadioChango à ESPERANZAH! (Français)
  03.08.2007: RadioChango en ESPERANZAH! (Castellano)
  03.06.2007: Festival ESPERANZAH! 2007, Floreffe (Français)
  03.01.2007: Gira CHE SUDAKA - ARGENTINA 2007 (Castellano)
  10.05.2006: KARAMELO SANTO: "LA GENTE ARRIBA" TOUR 2006 (English)
  06.04.2006: KARAMELO SANTO: Eurotour 2006 y nuevo disco!! (Castellano)
  15.05.2005: KARAMELO SANTO: Haciendo Bulla Tour 2005 (English)
  05.12.2004: Karamelo Santo de gira por España (Castellano)
  08.09.2004: CD "Mundo Mestizo" (Castellano)

Forum [su]
  Il Forum di Karamelo Santo

Interviste [su]
  Entrevista con Goy - 11/2004 (Castellano)

Foto [su]
  Esperanzah! 2007
  Salamandra, Barcelona 27/6/2006

Contatto & Management [su]
Benditas Producciones | music management
Matheu 1516 - C1249AAF
Ciudad de Buenos Aires, Argentina
Teléfono: (+54 11) 4943-4422
booking@benditasproducciones.com
Prensa: prensa@benditasproducciones.com
La Banda: info@karamelosanto.com

Links [su]
  www.karamelosanto.com
  www.myspace.com/karamelosanto
  www.karamelosanto.com.ar
  www.koeterhai.de

 

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