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LO SQUALO INDIGENO
A volte ci rendiamo conto del valore di una persona dolo quando scompare. A volte è necessario sentire la mancanza di qualcuno a noi caro per realizzare quanta importanza avesse nella nostra vita.
La vita di un’artista va oltre il cammino che condividiamo con questa terra. Come Ibrahim Ferrer, recentemente scomparso, o Compay Segundo con il quale Ibrahim è andato a riunirsi in qualche angolo dell’universo, Ildo Lobo faceva parte della grande tradizione dei cantanti creoli afro-isolani la cui implicazione nelle nostre vite e la cui influenza in altri artisti, ancora non abbiamo smesso di assimilare. Le sue ombre si allargano verso molti angoli del nostro pianeta; dall’angolo di una via di Sal, fino ad un bar di Cha de Caldeiras, o un club musicale di Sao Vicente, ma anche in molte creazioni musicali di Lisbona, Dakar o Parígi...
Oltre alle musiche funana e coladera, tipiche di Capo Verde, Ildo Lobo ha portato da conoscere a tutti La Morna; questo blues isolano unico che mescola saudade (nostalgia) e storie creole. Al di là dei molti parallelismi che si possono fare tra Morna e Fado e Morna e Modinha, una delle caratteristiche principali della Morna è il carattere isolano e creolo dei suoi testi. Per questo si potrebbe persino fare un parallelismo con la canzone guajira cubana e la vecchia trova. Però le radici della La Morna non sono diverse da quelle di Capo Verde; l’Africa y la schiavitù. Nonostante spesso non lo si voglia ammettere, Morna, Fado, Blues, Modinha, Gnawa, Flamenco… fanno parte di una stessa famiglia, le cui radici provengono da qualche remoto luogo dell’Africa, probabilmente vicino a Timbuctú. Le loro evoluzioni, trasformazioni, varianti, tanto a livello di strumenti come di lingue e di ritmi, sono il risultato di processi storici, a seguito del calvario dei primi schiavi. Questi miscugli di energia e nostalgia sono strettamente e direttamente connessi alla storia della schiavitù. Questo canto inconsolabile che ha attraversato il tempo, nomi e melodie differenti, va oltre le scuole, gli artisti, gli stili e le etichette.
Anche per questo, tramite Radiochango, vorremmo rendere il nostro modesto omaggio a questo grande combattente per la cultura del suo popolo, Ildo Lobos. Si tratta di un piccolo cambiamento nella nostra “linea” musicale, dato che non si può certo dire che si tratti di una musica festosa, però l’innegabile compromesso politico e culturale, così come la sua influenza su altri artisti, meritavano un riconoscimento.
Figlio di Antonio Lobo, cantante e compositore molto conosciuto di mornas, Ildo Lobo nacque a Pedra de Lume (Isla de Sal, Capo Verde), nel 1953, in un ambiente culturale molto influenzato e ricettivo verso la cultura musicale capoverdiana. Più africana che portoghese, gran parte del’ereità musicale capoverdiana degli ultimi anni del XIX secolo e quelli iniziali del successivo, era creola e sconosciuta al pubblico europeo. La sua trasmissione era orale e spesso limitata all’Isola di provenienza o all’arcipelago capoverdiano a dir tanto. Gran parte della breve vita di Ildo Lobo (che morì a 51 anni) fu dedicata a stesura, adattamento e divulgazione di questa cultura musicale tradizionale.
D’altro canto, Ildo Lobo accompagnò con la sua musica una tappa decisiva per il giovane paese e i suoi abitanti; l’independenza dal Portogallo e l’instaurazione del regime marxista moderato di Almicar Cabral. Anche la sua musica è in stretta relazione con quest’epoca piena di illusioni e dilibertà. Mai si rassegnò all’assassinio su commissione di Renato Cardoso, trotskista critico nei confronti del regime; l’episodio non fu mai chiarito e Ildo Lobo gli rese omaggio più volte durante la sua carriera solista.
L’artista fu ambasciatore della musica capoverdiana molto prima che divenisse popolare a livello mondiale, grazie alla voce di Cesaría Evora. Ildo Lobo al momento della scomparsa, nell’Ottobre del 2004, aveva aggiunto ai suoi tre dischi personali altri 15 dischi realizzati con i Os Tubarões (Gli Squali), portavoce culturali del regime marxista.
Il gruppo Os Tubarões rimase per molti anni, non solo la vetrina culturale del paese dalla recente indipendenza, ma anche la voce di un paese allegro, libero, che ristrutturava una cutura alla ricerca di segni di identità tra i vari secoli di colonizzazione portoghese. Os Tubarões hanno registrato e reso immortale molte canzoni della musica popolare di Capo Verde che erano rimaste nell’ombra.
Fu solo nel 1996 e a causa dello scioglimento dei Os Tubarões, che Ildo Lobo pubblicò il suo primo disco; Nos Morna, prodotto da Mario Lucio, lider carismatico della band Simentera. Il disco, composto esclusivamente da mornas, è un omaggio a suo padre, Antonio Lobo, ricordato in tutta Capo Verde come uno dei cantanti che segnarono un’epoca e le cui canzoni continuano ad essere suonate in tutte le isole.
Nel 2001, Ildo se unisce ai musicisti di Cesaría Evora per registrare il suo secondo disco da solista, Intelectual.
Il suo ultimo e terzo album -Incondicional- venne messo in vendita un mese dopo la sua morte. Di ritorno da Parigi, dove aveva appena terminato di registrare questo ultimo lavoro, quando il suo cuore smise di battere a Praia, capitale dell’arcipelago. La sua ultima morna Nha Fidjo Matcho, percorre le isole dell’arcipelago come accadde a Compay a Cuba con il suo ChanChan. Questa morna parla di un consiglio dato da un padre a suo figlio: "Figlio mio, ascolta il consiglio di tuo padre, non aprire la bocca per cantare. Se canti o suoni, le donne saranno la tua perdizione". Questo album rimane fedele alle sue idee politiche e, come nel primo lavoro da solista, Ildo Lobo mette in musica la parola di Renato Cardoso (Alto Cutelo). Cardoso, ideologo marxista e ereditiero dell’eroe nazionale Almicar Cabral, era molto rispettato dai capoverdiani, e molto ascoltato. Le sue critiche contro un regime "marxista" alla deriva e corrotto, gli valse una misteriosa morte commissionata ed eseguita da una "bala mágica" alla Kennedy, nel 1989. In quest’ultimo disco, Ildo Lobo si appoggia anche a Betu, compositore e amico di vecchia data e ad Adalberto Silva e lancia un giovane autore, Constantino Cardoso compositore della canzone che dà il titolo all’album (Incondicional). A lui aggiunse altri musicisti prestigiosi come Mario Lucio de Simentera che partecipó a tutti i suoi lavori, così come il pianista Fernando (Nando) Andrade, che produsse l’album ed inoltre lavorava con con Cesaría Evora.
Con la morte di Ildo, se ne va una storica rappresentanza della cultura caboverdiana. Ci rimane però la sua eredità, quell’inesauribile raccolta di creazioni originali e brani tradizionali della musica creolo-capoverdiana. Le sue mornas sono l’accompagnamento perfetto per la saudade in cui ci lascia.
Discografia
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Nos Morna
1996
Lusafrica - Album
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Intelectual
2001
Lusafrica - Album
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Incondicional
2004
Lusafrica - Album
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Forum
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Il Forum di Ildo Lobo
Links
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www.ildolobo.com
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