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Ottobre 2009: UNA FRANA TUTTA ITALIANA

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La chiamano DEMOCRAZIA. Un concetto filosofico greco del passato, attualmente adattabile a molteplici aggettivazioni ambivalenti. Un tempo negli anni settanta giornalisticamente e políticamente la miglior definizione fu, usiamo il passato remoto, “regime di stato”. Fu uno stato di eventi che viveva tra i livori e le acrimonie degli allineamenti segreti del dopo guerra. Fu uno stato di situazioni e visioni strategiche che ponevano in atto le strategie delle tensioni, sia a livello nazionale che internazionale. La situazione  Latino Americana insegnava. Il Piano Condor prendeva forma. Gladio e le distinte P2 europee, si quelle forze occulte  alleate europee che ne approvavano ed allattavano i disegni già predeterminati dalla “cupola militare nord americana” del Pentagono e Washington le cui le direttive, venivano anche poi definite e giustificate agli occhi dei più ingenui, in modo ipocrita ed ambigua deviante, le “strade deviate, parallele o covergenti”. Un sistema che a livello psico e socio linguistico oggi sa nascondersi e celarsi maggiormente sotto il baluardo dell’antico concetto greco, vestendo la tunica del sofismo e dell’oratoria della tensione, aggredendo verbalmente a richiami semantici di significante e significato come, terrorismo, eversione, indipendenza, comunismo, socialismo, identità, antiglobalizzazione, etnia, anti consumismo o anti economia, “et cetera”. Se il pericolo degli anni settanta fu la lezione Cilena del socialismo eletto liberamente dal popolo e che portò alle prese di misure attuali creando la cupola del Nuovo Ordine Mondiale Globale, in Italia pubblicamente oggi si conferma con interviste televisive che il Piano di Propaganda Democratica è al suo termine ed esecuzione totale. Il passaggio da una Repubblica Parlamentare a Presidenziale attuata da “illo tempore” per consolidare l’orbitale italico satellitale del nuovo programma di volo. Ed intanto l’Italia “popolare” e non democratica frana. Il disboscamento a favore della cementificazione edilizia ne favorisce una piú rapida caduta. I movimenti tellurici che da millenni convivono con gli effettivi umani  delle zone oggi definite dai nostri nazional geologi neccessarie di edificazioni anti sismiche, ben divorziano da politiche economiche amministrative “democratiche” che mal si sposano con la logica affaristica delle imprese edili e immobiliarie. Una “Italia” che non si riconosce piú neanche nelle sue identità indigene ed autotoctone dove la dualità geografica viene rimarcata da falsi profeti che s’appellano alle coordinate geografiche spazio temporali, immemori che il pianeta è un corpo celeste vivente che riordinerà o riporterà l’ordine cosmico universale dei disegni ciclici prestabiliti, senza tener presente l’etica e la morale umana dei profitti monetari.  Una “Italia” che fu bandiera dell’arte e della comunicazione gestuale e musicale che ingenuamente oggi sa abbevverarsi di falsi miti indotti e mediatico-radiofonici e televisivi, atti a non far prendere coscienza che tutto il mondo dell’alta tecnologia già preventivamente fu decretato e creato nel mondo militarizzato per essere poi traslato in quello economico-pseudo democratico. L’oochio vigile del Grande Fratello e L’ECHELON che ci ascolta ed in fase orbitale oggi ci visualizza e noi viviamo come oleogrammi di un piano preventivato. Un mondo già descritto in quel magnifico capolavoro letterario scientifico veggente che venne ben narrato in “Un mondo nuovo” ,”Ritorno al mondo nuovo” e “Le porte della percezione, paradiso e inferno”... Riflettendo sulla mia esperienza ...“L’ipotesi è che la funzione del cervello e del sistema nervoso e degli organi dei sensi sia principalmente eliminativa e non produttiva. Chiunque è capace in ogni momento di ricordare tutto ciò che gli è accaduto e di percepire tutto ciò che accade dovunque nell’universo. La funzione del cervello e del sistema nervoso è il proteggerci contro il pericolo di essere sopraffatti e confusi da questa massa di conoscenza in gran parte inutile e irrilevante, cacciando via la maggior parte di ciò che altrimenti percepiremmo in ogni momento, e lasciando solo quella piccolissima e particolare selezione che ha probabilità di essere utile in pratica”. Secondo questa teoria, ciascuno di noi è potenzialmente l’Intelletto in Genere. Ma in quanto animali, il nostro compito è sopravvivere ad ogni costo. Per rendere possibile la sopravvivenza biologica, l’Intelletto in Genere deve essere filtrato attraverso la valvola riducente del cervello e del sistema nervoso. Ciò che viene fuori all’altro capo è il misero rigagnolo della specie di coscienza che ci aiuterà a vivere sulla superficie questo particolare pianeta. Per formulare ed esprimere il contenuto di questa ridotta consapevolezza, l’uomo ha inventato ed elaborato all’infinito quei sistemi di simboli e di implicite filosofie che chiamiamo lingue. Ogni individuo è nello stesso tempo il beneficiario e la vittima della tradizione linguistica nella quale è nato; il beneficiario in quanto il linguaggio gli dà accesso ai ricordi accumulati dell’esperienza degli altri; la vittima in quanto lo conferma nella convinzione che la ridotta consapevolezza sia la sola consapevolezza e perchè stuzzica il suo senso della realtà, in modo che egli è fin troppo pronto a prendere i suoi concetti per dati, le sue parole per cose vere.Quello che nel linguaggio religioso è chiamato “questo mondo” è la ridotta consapevolezza, espresso e, per così dire, pietrificato nel linguaggio. I “vari altri mondi” con i quali gli esseri umani irregolarmente prendono contatto sono tanti elementi nella totalità della consapevolezza appartenente all’Intelletto in Genere. La maggior parte della gente, per la maggior parte del tempo, conosce soltanto ciò che passa attraverso la valvola di riduzione e viene consacrato come genuinamente reale dal linguaggio del luogo”. ((Aldous Huxley, da” Le Porte della Percezione”, 1954).

...E se l’Italia e il mondo cosciente ...o forse incosciente per un giorno spegnesse il televisore, la radio, il cellulare e non ponesse in moto tutti mezzi meccanici, “quale mondo franerebbe”? Il loro? Il nostro? Ricorderemo la comunicazione telepatica ancestrale ed altre dimensioni esistenziali represse? Proviamo un attimo ad immaginarlo...A voi la libertà democratica caro lettore Changuita...


:: Paula Pitzalis ::
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