Disegno di W oznia k - www.wozwoz.net
In questo periodo l’informazione radiofonica e televisiva italiana ci bombarda con notizie che ruotano sulla paura e sul gossip. Tutto questo mix e remix di cronaca nera e cronaca rosa porta la mente e le persone a vivere in continue psicosi di stress e tensioni. Un esempio è l’annuncio e le riprese televisive di questi giorni, in relazione ad un italiano morto per il solito virus influenzale creato in laboratorio, i cui giornalisti non solo non ne hanno rispettato il dolore familiare, ma ne hanno anche ripreso il funerale in chiesa. Una funzione religiosa deserta perché la paura del contagio trattiene l’umano dal presenziare all’ultimo saluto per l’estinto. Il bel paese italiano, cattolico, cristiano, che per paura del contagio urla all’untore. Mi sembra di rivivere la “strategia della tensione per la paura dell’HIV” e delle profezie millenarie come l’AIDS, la peste del 2000. Cristiano? Dio solo lo sa quanto umani ed infinitesimali elementi di materia disgregatrice e disgregante, siamo, noi bipedi ancora involuti esseri della razza umana. Fin da bambini ci educano ad avere paura dell’altro, del diverso e dello straniero. Ma non ci insegnano a riflettere che la paura, quella istintiva naturale è ben differente da quella psicotica, pensata ed indotta da chi vuole creare “regimi psicotici” di rasserenante ordine sociale e civile per detenere il potere sulle società degli effettivi umani. Torno con la mente ai ricordi dell’infanzia, alla mia Sardegna più arcana ed ancestrale, dove le donne lavoravano il pane e la terra e curavano con le medicine ed erbe naturali. Una lieve febbre? Latte caldo appena munto di capra e un buon miele senza né antibiotici e antifebbrili. Si stava a letto a sfebbrare per qualche giorno e poi la vita continuava i suoi cicli naturali. Le donne che in gravidanza lavoravano nei campi perché la gestazione della nuova creatura non era che un elemento naturale del ciclo esistenziale in armonia con l’universo. Oggi ci bombardano con l’estetica dell’essere e dell’apparire e la paura dell’invecchiamento. Ci bombardano con la paura della morte, con la paura delle malattie, la paura e paura. Creiamo virus in laboratorio, antidoti reciproci, mucche erbivore rese pazze e carnivore a causa delle nostre farine. Seni siliconati e labbra botulinate a modo di “rana plà” come suole definirle un mio amico. Ci inculcano la paura delle rughe, della cellulite, dei peli, e… paura, paura e paura.
“ Oh mamma mia ho paura dei terrestri!”