Cagliari il MPS, Movimento Pastori Sardi organizza alcune manifestazioni per far presente alla giunta Regionale dello Statuto Autonomo della Sardegna le impossibilità di sopravvivenza dei loro operati all’interno, non solo di questa economia globale menzognera finanziaria che ha falcidiato tante famiglie, ma incluso quella insulare ed europea. Ottobre i “caschi blu”, attaccano e caricano con manganelli e sparatorie i lavoratori-manifestanti i loro disagi, quei lavoratori che per secoli e millenni hanno: “sostenuto, tenuto e sottolineo, mantenuto in vita l’economia, la cultura e le strutture e sovrastrutture che la completano di questa arcaica isola mediterranea”. Mio nonno era un pastore. Un pastore dell’altro secolo. Di altri tempi. In “Radio Alter On The Road Communications” racconto di quando ad Aritzo, paese della Barbagia, territorio montuoso centrale dell’isola, tornava dal pascolo a casa la sera …(quando tornava… perché a volte trascorreva giorni e giorni nei monti in completa solitudine con il gregge) nei caldissimi crepuscoli estivi. Parlava in sardo e poco. Lo ricordo taciturno e la filosofia esistenziale dei tempi arcaici del valore del linguaggio, del parlare e del lavoro avevano un sacro significato, non solo etico e sociale, ma anche spirituale. Ricordo quel suo mutismo osservatore, le sue letture dei segni del cielo, delle nuvole e dei venti. Sapeva distinguere da un aroma di una pianta l’avvento prossimo o di una pioggia o nevicata. Li chiamava i segnali di Dio. Lavorava con gli animali e molto spesso lo sentivo discorrere con mia nonna concludendo il dialogo con queste affermazioni “gli uomini sono peggio delle bestie”. Tutta la cultura mediterranea ha costruito le proprie fondamenta sulle economie agro pastorali. Tutte le più grandi civiltà hanno ricavato il loro sostentamento dalla agricoltura e dalla pastorizia. Da queste abbiamo nutrito le nostre genti e popoli. I nostri figli e famiglie. Abbiamo costruito le nostre case, i nostri villaggi e società. Oggi Ottobre 2010 si spara e si colpisce con crudele ironia l’economia base della nostra isola, ma non solo, anche di tutta l’Italia perché questo è un fatto che provocherà una reazione a catena in tutto il paese, è inevitabile se la politica attuale seguita rimarcare dispute su case monegasche di contesa proprietà dei nostri ministri e faccendieri dell’informazione fallace, e leggi “ad personam” per occultare i loschi affari degli “innominabili” per immoralità e falsi giuramenti di fedeltà al paese. Concentriamo l’attenzione su problematiche incestuose mediatiche e catodiche, ridiamo per le barzellette del premier sugli ammalati di AIDS, sulle coppie di fatto, non educhiamo i nostri figli sessualmente, poniamo veti sull’uso del preservativo, incentiviamo le energie sporche con pubblicità di status quo calcistici ed automobilistici, inneggiamo al GF risolutivo ed educativo delle masse giovanili con messaggi sublimali di violenza casalinga e sociale di gruppo. Attenti falsi politicanti mio nonno diceva sempre “chi gioca con il fuoco prima o poi si brucerà”. Erano gli anni sessanta, il 1969, ad Aritzo quando mio padre regalò un televisore in bianco e nero a mia nonna per assistere al primo sbarco dell’uomo sulla luna. Mio nonno non voleva che lo guardassi. Diceva sempre che quella diavoleria rende stupidi i bambini con tutte quelle stupidaggini che raccontano. È morto senza credere che l’uomo fosse veramente andato sulla luna e aveva ragione. A che serve un viaggio nel satellite terrestre se non sappiamo ancora viaggiare dentro noi stessi e il nostro mondo e cultura?