Potrebbe sembrare un evocare vecchi lessemi dimenticati, eppure un tempo alcune canzoni abbondavano in termini come la “ronda del piacere” etc. Oggi eccole ripresentarsi però in altri “significanti”, più fisici che metaforici. Ronde di controllo, ronde vigilanti, ronde d’ordine, ronde cittadine. Come branchi animaleschi che segnano i territori, controllano il preordinato ed il precostituito. Viviamo ormai in epoche dove i mezzi di informazione ci bombardano di notizie e messaggi di “violenze prossime”. Omicidi, assassini, ladri, clandestini, terroristi e spacciatori. Violentatori e serial killer, servizi segreti, armi di distruzione di massa e chi ne ha più ne metta. Uno sguardo alle fictions ed ai film televisivi. Polizie speciali che risolvono casi caldi, casi freddi, tiepidi e senza temperature. Squadre speciali che sventano stragi premeditate da terroristi fanatici. Insomma ci bombardano con il senso dell’ordine sociale, la paura del disordine e del non conosciuto. Paura del clandestino, paura del diverso, paura, paura e paura. Si giunge al panico più incontrollato. Ci si barrica in casa e al minimo segno di intrusione o di disturbo del non preordinato e si spara o ci si allontana o ci si isola dall’altro. Dividiamoci sempre più e controlleremo maggiormente. Disfiamo ed ordiniamo in cellule controllabili, come una mutazione genetica osservata ed indotta. Controllata al microscopio, con conseguenti cavie di laboratorio: Uomini e Topi. Nessun problema le ronde feline con il loro istinto naturale veglierranno su di noi e l’ordine sociale e civile non ne verrà leso.