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[AMPARO SÁNCHEZ] |
AMPARO SÁNCHEZ |
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DOSSIER Gennaio 2010
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Traduzione dallo spagnolo a cura di Irene Fumagalli Torniamo all’ormai lontano Luglio 2006. Gli Amparanoia devono suonare a Montreal, all’interno di un prestigioso festival jazz. Alcuni dei musicisti però perdono l’aereo che li avrebbe dovuti portare in Canada. Amparo non ha altra soluzione che salire sul palco solamente con batteria e contrabbasso. Il concerto ha un successo incredibile: all’epoca, i concerti di Amparanoia erano famosi per lo stile ‘meticcio’ e per il finire sempre con il trasformarsi in una grande festa. Il concerto di Montreal però non ha nulla a che vedere con tutto questo. Il pubblico canadese è conquistato da questa esibizione intima e acustica. « Ciò che accadde quel giorno per me fu qualcosa di magico », racconta Amparo. « Da sempre mi davano ispirazione artisti come Billie Holiday, Chavela Vargas o Nina Simone. Sarebbe a dire jazz, blues e son. Già da diverso tempo in realtà aveva voglia di fare qualcosa di più intimo e raffinato, per poter suonare in pubblico in un modo differente, totalmente trasportata dalla mia voce e dalla musica ». Dato poi che il caso quando ci mette la mano fa le cose per bene, lo stesso giorno Joey Burns si trovava a Montreal co i Calexico: conosceva già la voce ed il carisma di Amparo ed inoltre aveva già collaborato con lei. Amparo infatti aveva registrato alcune canzoni con Calexico, tra cui ‘Inspiración’ e ‘Roca’ e venne invitata a salire sul palco insieme a loro in alcuni concerti, da Londra a New York. Quando raccontò loro che stava lavorando a nuovi brani, da sola con la sua chitarra, la invitarono a registrarli nei Wavelab Studios a Tucson, in Arizona. Nell’Ottobre 2007 si reca a Tucson con il bassista catalano Jordi Mestres Gasso e con il produttore basco Kaki Arkarazo per una prima sessione di registrazione. « E’ stata un’esperienza fantastica », ci spiega. « Lì ho trovato l’ambiente perfetto per dare alle mie nuove canzoni il suono che stavo cercando. Non solo grazie alla presenza di John e Joey e degli altri, ma Tucson stessa possiede un’”anima di frontiera”; nel deserto di Sonora mi sono sentita a casa”. Proprio l’ambiente del deserto di Sonora ha visto la nascita di canzoni come ‘Aquí Estoy’, che apre l’album, o ddi ‘Hoy’ e di molti altri. Amparo parla della propria esperienza: il primo singolo, ‘Corazón de la Realidad’, scritto assieme a Joey Burns, ci conduce negli scenari dell’America e del mondo fantastico dei Tojalabales del Messico, accompagnati dalla tromba malinconica di Jacob Venezuela. Senza dubbio questa sessione di registrazione a Tucson rappresenta solo la metà del disco. Amparo infatti è circondata dalla musica cubana fin dall’infanzia e questa influenza già si sentiva nella musica degli Amparanoia. Per il suo primo album da solista però, vuole spingersi un po’ oltre e, nel Maggio 2009, incontra a Cuba Joey Burns e John Convertino nei mitici studi EGREM di La Habana. « In questo studio si riesce ancora a sentire l’anima di tutti i musicisti che sono passati di qua: Benny More, Ray Cooder con i Buena Vista, La Lupe….Tutta la storia della musica cubana ». Questo viaggio rappresenta una esperienza molto speciale anche per il duo dei Calexico. « A real life changed, indeed », racconterà più tardi John Convertino. Negli studi EGREM, Amparo lavora a brani quali ‘Turista Accidental’ e ‘Apagón en la Habana’, però registra anche una versione sublime della tradizionale ‘La Gata bajo la Lluvia’ e un duo con Omara Portuondo, la cantante dei Buena Vista Social Club, ‘La Parandita de las Santas’, che fa venire la pelle d’oca. Uno dei momenti chiave dell’album. ‘Tucson-Habana’, miscela perfetta di malinconia americana e frivolezza cubana, è senza alcun dubbio un album solista molto personale e totalmente differente rispetto a ciò a cui eravamo abituati con Amparanoia. L’unica cosa che non cambia è il carisma di Amparo, cantante ‘purosangue’, che canta con la stessa facilità con la quale si parla. Amparo scrive dando molta importanza ai sui testi: ‘Tucson-Habana’ infatti narra 14 storie, forti e fragili allo stesso tempo, che parlano delle cose semplici ed eterne della vita, la sorte, l’amicizia, l’amore, la sua assenza… Un disco per i lunghi inverni e per le estati nostalgiche. Un bonus di due canzoni si aggiunge all’edizione digitale del disco, La prima canzone, `Flor del desierto` si ispira ai ritmi e alle voci di un altro deserto, il Sahara, registrato insieme alla cantante sahariana Mariem Hassan, che Amparo aveva conosciuto nell’accampamento di rifugiati sahariani di Dajla nel Sahara Occidentale alla fine del 2007. La seconda canzone invece, ‘Mujeres sin Miedo’, è un altro duo, stavolta con Tiken Jah Fakoly, il famoso reggaeman della Costa de Marfil, con il quale Amparo aveva collaborato in diversi progetti e in televisione. A Marzo 2010, Amparo sarà in tour per presentare questo primo album da solista. La accompagnano sei musicisti, tra i quali la bassista Jordi Mestres, il pianista Oscar Ferret, il chitarrista e produttore Kaki Arkarazo, la chelista CariRosi Varona e il trombettista cubano José Alberto Varona. Dei concerti di Amparo Sánchez si può dire che sono delicati, accattivanti, sereni e traboccanti di complicità con il pubblico. Testi pieni di colore e di immagini, cantata da una voce eccezionale. Purezza e sobrietà. Semplicemente.
2009 - Doppio album
2010 EMI - Album
2010 - Compilation
2010 Kasba Music - EP
2011 Kasba Music - Album
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